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Come si prepara il torrone dei morti

Il due di novembre è come da tradizione il giorno dedicato ai morti, festa che in ogni paese assume colori e usanze differenti. In Italia, pur non essendo inserita tra le festività civili (quelle che ci fanno stare a casa da scuola e lavoro) gode comunque di una certa rinomanza, un modo per ricordare dei cari scomparsi portando avanti la loro memoria. Anche attraverso dei dolci, come il torrone dei morti!

È una lunga storia

La morte è da sempre ciò che l’uomo teme più di ogni altra cosa, sia per se stesso che per i suoi cari. Ecco perché il morto non smette mai di essere celebrato, qualsiasi sia la cultura, qualsiasi sia la religione. In particolare l’idea di celebrazione festiva e universale dei morti viene da un rito bizantino (i bizantini sono i Romani d’Oriente, chiamati così nel Medioevo dopo la caduta dell’Impero Occidentale) che celebrava tutti i morti tra gennaio e febbraio. Per quanto riguarda la chiesa romana – come sappiamo, lo Scisma d’Oriente ha fatto nascere la chiesa Ortodossa, separata da Roma – tale festività si deve all’abate Sant’Odilone di Cluny nel 998: egli fece infatti una riforma volta a glorificare i morti con delle campane funebre dopo il tramonto del 1 novembre, mentre il 2 novembre ci sarebbe stata la messa in loro onore.

Tale origini si rifà al culto dei morti che per leggenda fa addirittura risalire la celebrazione dei morti in memoria del Diluvio universale e da parte di tutte le nazioni del mondo, senza distinzione per cultura è religiosa. Questa leggenda vede celebrare il rito lo stesso giorno in cui si pensa avvenne il Diluvio (che si ritiene corrispondere circa a Novembre). Ad ogni modo è curioso pensare come la festa in onore ai morti sia in realtà in contraddizione con quanto scritto nel libro Qoelet della Bibbia, in cui si pensa che una volta morti gli uomini non possono sentire più nulla. Del resto comunque quel libro non risente della filosofia occidentale – cui invece si ispira e di cui fa parte anche il cristianesimo – la quale suggerisce l’idea dell’immortalità dell’anima e che infatti poi condiziona libri biblici più recenti e soprattutto il Nuovo Testamento: sono in particolare il Vangelo di Giovanni e le Lettere ai Corinzi di Paolo Apostolo a parlarne per la prima volta in un contesto unicamente cristiano.

Usanze diverse

Come accennato ad inizio articolo, ogni Paese del mondo ha la sua maniera di celebrare i morti. Ma forse ce ne sono alcune più interessanti o comunque famose di altri. Regione che ha grandi legami con il culto dei morti è l’America Centrale, luogo in cui l’usanza vede la visita ai cimiteri, decorare di fiori le tombe e lasciare anche giocattoli o alcolici sulle stesse a seconda che si tratti di adulti o bambini.

Forse reso ancor più celebre dal film Disney-Pixar Coco, uscito a fine 2017, è il Messico, che una coloratissima usanza per Los Dias de los Muertos. I messicani preparano infatti una sorta di altare dei morti arricchito con le immagini del defunto o dei defunti, croci, archi e incenso e vengono anche cucinati i teschi messicani, dei dolci a forma di teschio colorato e variopinto. L’idea è quella di ironizzare sulla morte, l’ultimo degli eventi inevitabili dell’uomo, e di accogliere l’anima del defunto che si crede venga a trovare i suoi cari durante la festività.

Diverso è il caso delle Filippine, Nazione in cui ci si “limita” ad addobbare con colori, frutti e quant’altro le tombe e a pregare per i defunti in maniera collettiva e non separatamente tra le famiglie.

Anche in Italia abbiamo diverse tradizioni per il giorno dei morti, che variano da regione a regione. Quella comune è sicuramente andare al cimitero portando fiori e candele sulle tombe. Ciò che cambia sono le abitudini alimentari, i dolci dei morti. Per esempio in Sicilia la notte tra l’1 e il 2 novembre si crede che i defunti della famiglia portino in dono ai bambini unitamente ai frutti di Martorana e a dei dolcetti che sono chiamati ossa dei morti. Salento su in Toscana, nella zona di Massa e di Carrara c’è il bèn d’i morti, tradizione che in origine prevedeva donare cibo ai più bisognosi su “consiglio dei defunti”, o anche un bicchiere di vino. I bambini portavano la sfilza, ovvero una collana di miele e castagne bollite.

Sempre in Toscana, nella regione dell’Argentario era tradizione cucire delle tasche sui vestiti dei piccoli organi in modo che potessero ricevere delle offerte, fatte di cibo e/o di denaro. Era usanza anche porre sulle tombe di bambini delle scarpine, in quanto si credeva che durante il giorno dei morti gli angioletti tornassero tra i vivi.

Nell’Italia del Sud, per esempio nella Piana degli Albanesi, i morti sono celebrati non il 2 novembre ma seguendo la tradizione greca, ovvero le settimane antecedenti la Quaresima. In Abruzzo, invece, c’è una tradizione più nordica e anglosassone che si rifà più ad Halloween: gli abruzzesi infatti solevano intagliare le zucche e porci delle candele per usarle come lanterne. Esattamente come facciamo ad Halloween.

A Treviso, ancora, si fanno delle particolari focacce che vengono chiamate morti vivi, che si mangiano appunto in occasione di questa festività. Mentre, infine, a Napoli c’è una gustosissima tradizione: il Torrone dei Morti.

O’ Morticiello

Il torrone dei Morti appunto è una tradizione partenopea propria della festa dei morti, ed esiste una variante alla Nutella che sicuramente farà ingolosire i più. Ma non solo, tra le diverse varianti ci sono anche quella al caffè, alla cassata, alla nocciola e al pistacchio. Rispetto al torrone bianco o al torrone in sé è un po’ più complicato da preparare ma fidatevi che ne vale proprio la pena. Se volete assaggiarlo prima di prepararlo, allora questo periodo è una bella occasione per visitare la bellissima città di Napoli.

Ad ogni modo, vediamo come si prepara partendo dagli ingredienti:

  • 200 grammi di cioccolato fondente.
  • 450 grammi di Nutella (o una delle alternative di cui sopra).
  • 400 grammi di cioccolato bianco (o se preferite, cioccolato al latte).
  • 200 grammi di nocciole intere.
  • Stampo per il torrone classico, che si trova nei negozi come Kasanova o anche Tyger; nel caso va bene anche la forma in silicone dei plumcake.

Sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria, ottenendo una crema perfetta per ricoprire lo stampo in silicone. Fate l’operazione finché non arriverete a cospargere interamente la forma di cioccolato e poi lasciate solidificare in freezer per 30 minuti, dopo aver lasciato sgocciolare il cioccolato in eccesso. Ora preparate il ripieno tostando le nocciole in padella o in forno e spezzettando o tritando il cioccolato bianco. Cioccolato bianco che poi va sciolto a sua volta, secondo lo stesso metodo di quello fondente.

A questo punto unite la Nutella (o l’altra alternativa) e le nocciole tostate precedentemente triturate e mescolate per ottenere un composto omogeneo per riempire lo stampo, che nel frattempo avrete tolto dal freezer. Quando avete completato la farcitura, riponete il torrone in freezer per altre 3 o 4 ore. Passato questo lasso di tempo toglietelo dalla forma in maniera delicata: se lo stampo è in silicone, rompete il cioccolato in eccesso; se invece è in alluminio tagliate la parte in eccesso prima di togliere il torrone.

Et voilà! Ora è pronto da servire ad amici e parenti. Buon Halloween e buona festa dei morti.

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